Degrado urbano
06.05.2015 10:38
Antonella Gullo - Albano Team - dicembre 2014
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Perché abbiamo rinunciato alla bellezza?
Il degrado urbano è senza alcun dubbio una delle peggiori malattie di cui può soffrire una città, un territorio. Immagini come questa rappresentano la sconfitta di un’intera comunità; in alcune zone dei Castelli romani, sono così usuali da rendere necessaria una immediata riflessione. Perché abbiamo rinunciato alla bellezza?
Perché abbiamo lasciato il nostro territorio in mano alla malavita, alla prostituzione, ai rifiuti? La responsabilità di tutto ciò è solo di chi amministra la cosa pubblica?

Penso sia necessario, prima di tutto, definire lo stato presente delle cose.
Credo che, proprio come ignoriamo il danno che viene inflitto alla Terra, ignoriamo pure i pericoli psicologici insiti nella bruttezza. Ogni campo soffocato dal catrame, ogni albero sradicato, ogni specie decimata, ogni palazzo costruito, può far aumentare la brutalizzazione del mondo e, di conseguenza, la nostra infermità psichica.
Le strade nelle quali camminiamo, gli uffici nei quali lavoriamo, le scuole nelle quali i nostri figli studiano, i negozi nei quali acquistiamo e gli ospedali che frequentiamo, sono tutti offuscati dalla bruttezza. La civiltà nella quale viviamo è divenuta ostile alla saggezza della visione e all’incanto della bellezza. E’ aliena alla natura. E’ brutta.
La cosa peggiore è che questo avviene e relativamente pochi se ne accorgono, ancora meno alzano la voce in segno di protesta.
Sullo stato presente delle cose non vogliamo soffermarci, lo useremo solo per definire lo stato desiderato: vogliamo una città che abbia un cinema, un teatro, una sala per la ascoltare musica, una biblioteca, un ospedale, scuole con laboratori, palestra, piscina e una bella cucina, una rete di trasporto pubblico che ci permetta di non usare la macchina, uffici pubblici con gli stessi orari di apertura, un’isola ecologica dove portare i rifiuti. Vogliamo una città bella!


Vogliamo che la bellezza sia l’aspetto vitale della vita di ogni giorno.
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